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PRODOTTI

Il vitigno autoctono “Casavecchia”, dopo aver superato l’esame della Commissione vitivinicola nazionale, con decreto pubblicato il 17 luglio 2002 nel supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale, è stato iscritto al Catalogo nazionale delle varietà di viti del MiPAF. Lo studio è stato coordinato dal prof. Maurizio Boselli, ordinario di viticultura presso l’Università di Firenze, in collaborazione con la Facoltà di Agraria di Portici e con il Settore di Sperimentazione Agricola della Regione Campania. Dal Novembre 2011 si fregia della Denominazione di Origine Controllata( D.O.C.), pertanto e’ divenuta la quarta DOC della provincia di Caserta ( D.M. 8/11/2011) .Il disciplinare prevede che la zona di coltivazione comprenda l'intero territorio amministrativo dei comuni di Formicola e Liberi e parte dei comuni di Caiazzo, Castel Campagnano, Castel di Sasso, Piana di Monte Verna, Pontelatone e Ruviano. Plinio il Vecchio, nel capitolo XV del suo Naturalis Historia, già parlava di questa zona decantando l’alta qualità del Trebulanum, il vino dei soldati prodotto a Trebula Baliniensis, l’attuale Treglia di Pontelatone.                                                                                                   

Il vino ha un intenso colore rubino con ottima predisposizione all’invecchiamento, il Casavecchia è un potente nettare dall’intenso colore rosso con riflessi violacei che sono tanto più intensi quanto più esso è giovane, man mano che invecchia, quei riflessi violacei scompaiono sempre di più cedendo il posto al rosso rubino. Detti riflessi sono dovuti ad un elevato contenuto in malvidine che sono pigmenti tipici del Casavecchia che presenta anche un quadro polifenolico molto importante, che lo rende particolarmente idoneo all’invecchiamento di lungo periodo. L’uva si presenta con un grappolo che, a prescindere dalla grandezza, si manifesta con chicchi radi, cio’ consente agli acini di potersi asciugare facilmente col vento tenendo lontane muffe e malattie.                                                                        

 

 

Negli ultimi anni, la nostra azienda è impegnata nella produzione di Uva e Vino Casavecchia Petronilla e San Laro.


E’ un vitigno misterioso ,con una storia affascinante e intrigante, il Casavecchia. Delle sue origini si racconta la storia di una vecchia pianta, probabilmente sopravvissuta alle tremende epidemie di oidio prima e di fillossera poi , rinvenuta nei pressi d'un antico rudere a Pontelatone in localita’ CIESI,agli inizi del Novecento. Dal luogo del rinvenimento, una casa vecchia,appunto il nome Casavecchia.
L’uva si presenta con un grappolo che, a prescindere dalla grandezza,si manifesta con chicchi radi,  cio’ consente agli acini di potersi asciugare facilmente col vento tenendo lontane muffe e malattie. Si vendemmia,generalmente, a metà ottobre.Dal 2011 ha ottenuto il riconoscimento D.O.C come CASAVECCHIA di PONTELATONE con relativo Disciplinare di produzione.

Produciamo due Casavecchia in bottiglia: Il Petronilla ed il San Laro.

Il Casavecchia Petronilla, annata 2013, è un vino concepito per chi ama i rossi giovani,fruttati,freschi,morbidi con un approccio piu' immediato.Vino elegante, con note di frutta matura tendente al dolce, spezie e frutti di bosco. Si presenta come un bel vino con un colore rosso rubino vivo e vivace, quasi brillante, che determina freschezza al palato. Sublime con le zuppe(di cipolla, pancotto con fagioli e broccoli......) che l'agriturismo " Le Fontanelle" propone alla sua tavola.
 

 




Dal 2006 siamo impegnati nella  produzione del Vino CASAVECCHIA DI SAN LARO .

Il Casavecchia San Laro annata 2009:

nasce dal pregiato vitigno nell'area di Pontelatone in provincia di Caserta. Si tratta di un vino a produzione limitata,meno di mille bottiglie. La fermentazione dura 10-12 giorni in tini di legno di castagno con ricorso a follature manuali. Subisce un affinamento da 15 a 18 mesi in piccole botti d...i rovere. E' un vino di colore rosso rubino dal quale è possibile percepire gli odori di corniolo, mirtillo, corbezzolo, violetta, vaniglia, cacao, mallo di noce. Si presenta di autorevole corpo e personalità. Irrinunciabile quando è accompagnato al Beef di vitello,all' Agnello paesano e al Maialino nero casertano alla brace....alcune delle nostre specialita'.

L'azienda produce,in quantita' limitate, anche  Ciliegie, Mele e Olio Extravergine di Oliva.




la Canapa(Cannabis Sativa) è coltivata da epoche assai remote dapprima in Asia e poi,in seguito alle migrazioni, si diffuse in tutto il mondo. In Italia ha raggiunto la sua massima estensione prima della seconda guerra mondiale, raggiungendo i 90.000 ha di superficie coltivabile. Il suo minimo nel 1978, su appena 60 ha. Questo fu dovuto principalmente alla normativa italiana del 1970 che non distingueva la coltura da fibra(cannabis sativa) da quella da droga(cannabis indica).I due tipi sono infatti morfologicamente identici, l’unico carattere distintivo è il diverso contenuto di THC(tetraidrocannabinolo). Altro aspetto da rimarcare è stato anche il boicottaggio da parte delle multinazionali americane ad iniziare dagli anni ’30, in particolare le industrie chimiche, petrolifere e della carta. Fu sostituita da altre colture che richiedevano meno manodopera e soprattutto piu’ remunerative, come tabacco e mais. Recentemente le leggi in materia sono mutate e, grazie anche agli incentivi comunitari, agli inizi degli anni 2000 gli ettari coltivati erano quasi 900, con tendenza ad aumentare.
La Cannabis Sativa o canapa comune è una pianta annua che comprende piu’ sottospecie ed una grande varietà di tipi che differiscono per molti caratteri biologici e morfologici. Il frutto è un achenio ovoidale schiacciato, ricco di olio, detto volgarmente canapuccia, nel quale si trova il seme, da cui si ricava la farina.  Ricordiamo che in passato la Campania, in particolare la zona di Terra di Lavoro, era una delle regione guida insieme all’Emilia Romagna, tra le varietà piu’ coltivate e di pregio: l’Eletta Campana. L’aspetto pedo–climatico appropriato favoriva le produzioni sia in termini qualitativi che quantitativi, in quanto le fatture migliori si ottengono nei climi temperati,caldo umido e poco ventilati. I terreni adatti quelli di medio-impasto, freschi e profondi.

La farina di semi di canapa, si ricava dalla pressatura dei semi torchiati per estrarre olio in un torchio metallico a vite; il pannello residuale che se ne ricava viene macinato e ridotto in polvere in un mulino, ottenendo una farina morbida. Di colore bruno ambrato, la farina di canapa apporta alle preparazioni un patrimonio di pregiati nutrienti. E’ naturalmente priva di glutine. consolida e armonizza la risposta del sistema immunitario, del sistema ormonale e del sistema nervoso, come mostrato da numerose ricerche . Possiede notevoli quantità di proteine nobili numerose vitamine, tra cui A, E, B1, B2, PP, C..; sali minerali come ferro, calcio, magnesio, potassio, fosforo. La maggior parte dei grassi è costituito da omega3 ed omega6 e sono presenti anche la lecitina, che aiuta il metabolismo dei grassi e numerosi fitonutrienti. I semi di canapa hanno incredibili proprietà terapeutiche: posseggono proprietà antinfiammatorie ed antiossidanti; rinforzano il sistema nervoso(è considerato anche un anti-depressivo) combattono diverse malattie respiratorie (asma, sinusite, tracheite), della pelle (eczemi, acne), cardiovascolari, colesterolo, artrosi e arteriosclerosi.
 

In merito proponiamo le Tagliatelle, con la medesima farina, con Zucca e Porcini.